Sblocca-cantieri, i nodi da sciogliere

Sblocca-cantieri, i nodi da sciogliere

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Santillo: «La procedura negoziata a 200mila euro sarà rivista»

Le imprese che parteciperanno alle prossime gare d’appalto non dovranno più indicare, in modo separato, con l’offerta il costo della manodopera e gli oneri di sicurezza aziendali. Perché questi costi devono, in ogni caso, ritenersi compresi nell’offerta economica.

Riguarda un tecnicismo, ma con forti ricadute nel contenzioso, l’ultimo emendamento approvato dalle commissioni in Senato sul cosiddetto decreto Sblocca-cantieri. Il tentativo è chiaro: evitare la montagna di contenzioso e di sentenze contrastanti che si è generata intorno al rispetto delle formalità documentali su questo tema, che neppure diverse sentenze del Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria e della Corte Ue sono riuscite a risolvere. Ora, in questo modo si spera di chiudere la partita.

Resta, invece, ancora aperta la partita dell’esame del decreto. A parte gli emendamenti sugli articoli relativi alla ricostruzione post-sisma, al centro della seduta di oggi ci sarà l’esame delle modifiche più delicate al testo e al Codice degli appalti. Si riparte dagli emendamenti accantonati sulla percentuale di subappalto, che dovrebbe essere ridotta dal 50% al 40%, sull’incentivo del 2% alla progettazione per i dipendenti pubblici (che il decreto ha ripristinato e che punta a rieliminare) e sulla clausola per cui il concorrente non può diventare subappaltatore del vincitore della commessa. «Stiamo cercando una quadra complessiva su tutto il pacchetto», dichiara il relatore Agostino Santillo (M5S), che rigetta la definizione di “Slocca-cantieri”.  

Un altro difficile tassello da risistemare riguarda l’individuazione della soglia oltre la quale far scattare l'obbligo di gara, sbarrando la strada alle procedure negoziate a inviti. Con lo Sblocca-cantieri è stata fatta una doppia scelta: alzare fino a 200mila euro la soglia per l’affidamento (semi)fiduciario, consultando almeno tre imprese; eliminare tutte le altre griglie di procedure e inviti, stabilendo l’obbligo di gara oltre i 200mila.

Per semplificare ancora le gare sottosoglia, la Lega chiede di ripristinare il livello di un milione di euro per le procedure negoziate, così come prevedeva il Codice fino all’arrivo del decreto. Il punto di caduta finale nella maggioranza non è ancora stato trovato nel dettaglio. Ma le soglie saranno sicuramente rivisitate rispetto al limite attuale. Pare che l’intesa si sia trovata su «valori ragionevoli», ma tocca aspettare.

La questione più delicata rimane quella dei commissari. «I punti di vista tra noi e Lega sono un po’ diversi – rivela il senatore Santillo –, ma non ci saranno grossi cambiamenti sull’articolo 4. Anche gli emendamenti presentati dalla Lega potrebbero essere oggetto di ritiro o riformulazione». Anche se il relatore minimizza, è evidente che le fibrillazioni di governo e la campagna elettorale per le Europee stanno influenzando il lavoro in commissione. L’obiettivo rimane quello di chiudere entro fine maggio e passare il testo alla Camera. Il 19 giugno è vicino.    

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