Soccorso istruttorio: da diritto del concorrente a dovere della PA

Soccorso istruttorio: da diritto del concorrente a dovere della PA

Stampa
Il confine da non superare è rappresentato dai requisiti richiesti dal bando di gara

Sintesi della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, cause C-523/16 e C-536/16, del 28 febbraio 2018.

I giudici europei promuovono il soccorso istruttorio nelle gare di appalto.

La finalità di garantire buon andamento e rapidità delle procedure, evitando la caccia all’errore che potrebbe, per meri motivi formali, condurre all’esclusione dei concorrenti La Corte di giustizia distingue tra rettifica, correzione e completamento dei documenti di gara, ammettendo solo chiarimenti e correzioni di errori materiali manifesti.

Il confine da non superare è rappresentato dai requisiti richiesti dal bando di gara, che devono essere rispettati. Bisogna evitare, quindi, che correzioni e chiarimenti costruiscano una nuova offerta, alterando la par condicio tra concorrenti.

Del resto, anche i giudici amministrativi italiani ritengono l’istituto, regolato dall’artico 83 del Codice degli Appalti (D.Lgs. 50/2016), diretta proiezione delle esigenze di trasparenza, proporzionalità e parità di trattamento; e, in presenza di un errore sanabile, sollecitano l’amministrazione a esercitarlo.

Da diritto del concorrente il soccorso istruttorio si sta trasformando in dovere della PA.

 

Tags: Codice degli appalti , Giustizia europea