Le imprese delle costruzioni sono indifferenti alla digitalizzazione

Le imprese delle costruzioni sono indifferenti alla digitalizzazione

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L’Istat rivela scarsa attitudine all’innovazione e bassa propensione a investire

Le imprese delle costruzioni sono refrattarie a investire nella digitalizzazione.
Lo rivela il rapporto Istat 2018 sulla competitività, che ha esaminato il mondo della produzione e dei servizi rispetto all’attitudine all’innovazione e alla propensione a investire nelle nuove tecnologie. Dall’anali l’edilizia ne esce a pezzi. Nel  triennio 2014-2016, il settore delle costruzioni è risultato penultimo su una scala di 24 attività economiche di tipo industriale, davanti solo a quello delle pelli.
Per stimare la potenzialità degli investimenti in innovazione e il grado di digitalizzazione nei vari settori industriali, l’Istat ha classificato le attività in cinque raggruppamenti che vanno dalle imprese “indifferenti” alla trasformazione digitale fino alle “digitali compiute” (appena il 3% del totale). Ebbene, il settore delle costruzioni, rispetto alla manifattura, al commercio e ai servizi, è quello messo peggio di tutti. Ha il doppio record negativo costituito dal più alto tasso di imprese incluse nella categoria “indifferenti”, pari al 78%, e il più basso tasso di imprese interamente digitalizzate, pari allo 0,3%.
Meno desolante è il quadro per il settore dell'architettura e dell'ingegneria, al quale l’Istat  attribuisce una propensione bassa per il processo, medio-bassa per il prodotto e alta per il livello di digitalizzazione.

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