Lo hanno sottoscritto associazioni di categoria e ordini professionali
Basta slogan!
Questa mattina, nella sede dell'Ance, in via Guattani, a Roma, la filiera delle costruzioni ha presentato il proprio Manifesto per le elezioni politiche 2018. Rimettere le infrastrutture e i cantieri al centro delle politiche della crescita. Un comparto che rappresenta il motore dell’economia del Paese, ma che è ancora in forte affanno e che stenta a ripartire. Questo il messaggio lanciato al futuro premier (ammesso che la legge elettorale ne restituirà uno!) dalle associazioni di categoria e dagli ordini professionali.
Il manifesto contiene un ampio pacchetto di proposte, dalla rimozione degli ostacoli per la realizzazione delle opere pubbliche alla semplificazione delle procedure amministrative, da un ripensamento del Codice degli appalti agli strumenti per una rigenerazione della casa, delle città e del territorio. Lo hanno firmato Ance, Legacoop Produzione e servizi, Anaepa Confartigianato, Cna Costruzioni, Fiae Casartigiani, Legacoop produzione e servizi, Claai, Aniem, Confapi, Oice e Consiglio nazionale degli Ingegneri.
Codice degli Appalti
Ha tradito le attese. Il testo è complicato e di difficile comprensione e consultazione, con poco ordine sistematico e disomogeneità nella disciplina dei vari istituti. Mancano i decreti attuativi, mancano linee-guida solide, mancano un bando e un capitolato d’appalto-tipo. Va alleggerito e semplificato, eliminando tra, l'altro il ruolo, “legislativo” dell'Anac (la cosiddetta “soft law”), tornando a un unico e certo regolamento.
Burocrazia
Insieme ai lavori pubblici, frena anche l'edilizia privata, nonostante tentativi di semplificazioni, rimasti, però, quasi tutti sulla carta. Gli Sportelli unici edilizia spesso non funzionano e i tempi dei permessi di costruire restano lunghi. I firmatari chiedono misure vere per realizzare la tanto sperata riqualificazione urbana, con incentivi veri alla trasformazione urbana.
Innovazione
Il Piano Industria 4.0 non funziona in edilizia, bisogna cerarne uno su misura per il settore. Bene il concetto di “economia circolare”; le norme, però, non incentivano il riutilizzo dei sottoprodotti dell'edilizia, come terre e rocce da scavo e materiali da demolizione.
Fisco
Nel Manifesto si ribadisce la necessità di un l’alleggerimento del cuneo fiscale («il più alto di tutti i settori»), e un sistema di qualificazione per l'edilizia privata che premi le imprese migliori.
«In campagna elettorale ci si sta riempendo la bocca di riqualificazione, rigenerazione, recupero. Ma ora bisogna passare dagli slogan a fatti che rimettano le costruzioni al centro delle politiche della crescita», il monito dei firmatari.