Rischio ricorsi per le procedure gestite in maniera tradizionale
Da oggi, la gestione di tutte le gare di appalto italiane diventa telematica.
Ora, però, il rischio che un’ondata di ricorsi blocchi le procedure gestite in maniera tradizionale è concreto. Sempre che, all’ultimo minuto, non arrivino modifiche a rivedere tutto, ad opera del Decreto di semplificazione appena approvato dal Governo.
Dell’appalto telematico si parla all’articolo 40, comma 2, del Codice appalti; si tratta di una norma di derivazione europea che obbliga le amministrazioni italiane a digitalizzare tutte le loro procedure di gara. Le comunicazioni abbracciano tutte le fasi della procedura, come la presentazione di offerte o le richieste di partecipazione alla gara. Accanto a questi vincoli, poi, scattano pure gli obblighi relativi al Documento di gara unico europeo (Dgue), che serve alle imprese a certificare l’assenza di motivi di esclusione da una gara: anche questo dovrà essere presentato solo in formato elettronico; stop, quindi, a invii cartacei o al deposito fisico di pennette Usb.
Gli standard tecnici ai quali le amministrazioni si dovranno allineare sono contenuti nella circolare 3/2016 dell’Agenzia per l’Italia digitale. Standard già utilizzati, ad esempio, dalle centrali di committenza regionali che, in questa fase, stanno diventando un riferimento per migliaia di Comuni. Taluni hanno scelto di adempiere a questo obbligo affidandosi a un aggregatore di appalti, che consente di gestire tutte le procedure in digitale.
